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LA MANCATA CIRCOLAZIONE DEI PROFESSORI PDF Stampa E-mail

La circolazione dei professori da un ateneo all'altro - un tempo i «dotti» erano, per eccellenza, «vagantes» - è ormai diventata una chimera. I progressivi tagli al Ffo rendono ormai proibitivi questi passaggi e gli incentivi (una tantum) per facilitarli sono insufficienti. Le disastrose conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Se un professore ordinario va in pensione, sarà sostituito (a costo zero) dal collega associato o dal ricercatore in servizio nello stesso dipartimento. Il bisogno di rimpolpare bilanci magrissimi, spingerà le università a investire la quota del pensionamento in progressioni interne di carriera. E lo stesso imperativo economico, purtroppo, incoraggerà sempre più gli atenei a tenere le porte chiuse ai nuovi abilitati esterni. Prendiamo, per esempio, un concorso per professore ordinario: con la cifra riservata a un abilitato esterno (i punto organico) si possono garantire ben cinque passaggi interni da ricercatore a professore associato (0,20 ciascuno). Questa logica aberrante distruggerà ogni possibilità di premiare gli studiosi meritevoli esterni (strutturati o non strutturati, poco importa!). Il sapere, come i fiumi, ha bisogno di scorrere continuamente per mantenere vive e limpide le sue acque. Trasformare gli atenei in acquitrini, sbarrando la strada ai più bravi, significa condannarli a una lenta agonia. (Fonte: N. Ordine, CorSera 30-12-17)