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PAPA FRANCESCO E L’UNIVERSITÀ, DOVE COGLIE UN POTENZIALE INEDITO PER LA DECLINAZIONE DI UN UMANESIMO CONTEMPORANEO PDF Stampa E-mail

All'università, soprattutto quella italiana, che ha fatto del laicismo un suo cavallo di battaglia, il papa si rivolge come ad amici; amici cari a lui, e alla Chiesa che rappresenta, perché nell'università Francesco coglie un potenziale inedito per la declinazione di un umanesimo contemporaneo, rivendicando per le generazioni più giovani un «diritto alla speranza». Che è poi il diritto a legami duraturi che non si consumano e non possono essere commercializzati. Di qui l'invito a uscire, resistendovi, da ogni logica mercantile del sapere. Il sapere non commerciabile, che non si genera come servitù dell'idolo del denaro, è «custodia della cultura».
«Perché il sapere che si mette a servizio del miglior offerente, che giunge ad alimentare divisioni e a giustificare sopraffazioni, non è cultura. Cultura – lo dice la parola – è ciò che coltiva, che fa crescere l'umano». In questo camminare tra i secoli, congiungendo origini e presente, Francesco ha sottolineato in maniera particolare la figura del diritto: «L'Università è sorta qui per lo studio del diritto, per la ricerca di ciò che difende le persone, regola la vita comune e tutela dalle logiche del più forte, dalla violenza e dall'arbitrio. È una sfida attuale: affermare i diritti delle persone e dei popoli, dei più deboli, di chi è scartato, e del creato, nostra casa comune».
In questo breve discorso alla comunità universitaria bolognese non si fa fatica a ritrovare tutti i temi maggiori che stanno a cuore a Francesco fin dall'inizio del suo ministero petrino. Temi che si radicano nella fede e nell'esperienza cristiana, sui quali però nessuno ha l'esclusiva – nemmeno la Chiesa. Francesco è in cerca di amici per stringere alleanze cordiali a custodia creativa dell'umanesimo europeo. (Fonte: M. Neri, Il Mulino 12-10-17)