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IL CONTESTO INVESTIGATIVO DELL’OPERAZIONE SVOLTA DALLA GUARDIA DI FINANZA SU DOCENTI UNIVERSITARI È GRAVE QUANTO È GRAVE RAPPRESENTARE TUTTA L’UNIVERSITÀ ITALIANA COME UN SOTTOBOSCO DI CORRUZIONE PDF Stampa E-mail

Il contesto investigativo dell'operazione denominata «Chiamata alle armi» ha preso le mosse dal tentativo di alcuni professori universitari di indurre un ricercatore universitario, candidato al concorso per l'Abilitazione Scientifica Nazionale all'insegnamento in Diritto tributario, a «ritirare» la propria domanda, per favorire un terzo soggetto in possesso di un profilo curriculare notevolmente inferiore, promettendogli che si sarebbero adoperati con la competente Commissione giudicatrice per la sua abilitazione in una successiva tornata. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare sistematici accordi tra numerosi professori di diritto tributario - alcuni dei quali pubblici ufficiali in quanto componenti di diverse commissioni nazionali (nominate dal ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca) per le procedure di abilitazione scientifica nazionale all'insegnamento nel settore scientifico diritto tributario – "finalizzati a rilasciare le necessarie abilitazioni secondo logiche di spartizione territoriale e di reciproci scambi di favori, con valutazioni non basate su criteri meritocratici bensì orientate a soddisfare interessi personali, professionali o associativi". (Fonte: CorSera Roma 25-09-17)
Riteniamo gravissimo che, ancora una volta, singoli casi di cronaca – seppure gravi – vengano utilizzati per gettare discredito sull'intero sistema e sull'intero corpo docente, fatto di docenti e ricercatori che in condizioni difficili svolgono con dedizione il proprio lavoro. Cosa che non avviene mai, come è giusto che sia, per altre categorie. Ancor più grave ci sembrano le illazioni che accostano questo fatto di cronaca ai docenti che in queste settimane scioperano per un riconoscimento dell'equo trattamento stipendiale per il lavoro svolto in questi anni. Ancora una volta, pur di non affrontare i problemi veri e strutturali del sistema universitario si preferisce rappresentare l'Università italiana come un sottobosco di corruzione. E invece tutti i dati relativi alla produttività scientifica, alla qualificazione dei nostri laureati (compresi quei cervelli che cercano fortuna altrove) mostrano con chiarezza che le questioni da affrontare sono altre: dal sottofinanziamento del sistema, al finanziamento della ricerca di base; dal contrasto al precariato, all'ampliamento del diritto allo studio; dal rinnovo dei contratti, alla qualificazione e formazione di tutto il personale universitario; dal riconoscimento delle istanze salariali e giuridiche dei docenti, alle necessità di reclutamento di un numero adeguato di docenti per tutte le fasce; dal contrasto alla burocrazia, alla radicale messa in discussione dell'ANVUR e delle sue politiche. (Fonte: Flc Cgil 26-09-17)