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FRANCIA. L'ÉCOLE NORMALE SUPÉRIEURE PDF Stampa E-mail

L'École Normale Supérieure (Ens), voluta e autorizzata dagli esponenti più rivoluzionari, in sensi diversi, della storia di Francia. In poche parole, il miglior prodotto della cultura di stato francese. Pensata dai giacobini per esportare la cultura rivoluzionaria in tutta la Francia, spesso ignara e ostile alle novità parigine, e poi - finiti gli eccessi giacobini - rimasta lì come luogo di formazione eccellente per professori e ricercatori, a prescindere da quale fosse l'orientamento e la forma dello stato di cui l'École è sempre stata servitrice d'eccellenza. Qui la Francia ha creato la sua cultura degli ultimi due secoli: solo per dare qualche numero ci sono stati 13 premi Nobel, 10 medaglie Fields - il Nobel della matematica - una sfilza innumerevole di nomi celebri in ogni campo, da Pasteur a Sartre, da Galois a Derrida, da Durkheim a Bergson. Il solo elenco dei normaliens fa impallidire quasi tutti gli istituti di eccellenza del mondo. Dove sta il segreto dell'École? Si è detto dell'appoggio di stato. All'École si entra da sempre con un concorso difficilissimo: servono due anni di preparazione dopo le superiori, per premiare alla fine 220 studenti (di cui solo 20 stranieri, purtroppo) su quasi duemila candidati, almeno così è stato negli ultimi anni. Una volta entrati, però, si gode dell'incredibile sostegno di uno Stato che crede nella ricerca. Gli élèves dell'École sono da subito ufficiali pubblici e, come tali, vengono pagati durante i loro anni di permanenza, altrettanto gratuita, nei locali della storica Rue d'Ulm, a due passi dal Panthéon, sulla cima del Quartier Latin, cuore dell'insegnamento universitario fin dal 1200. Certo, il budget dell'Ens, anch'esso pubblico, è enorme: un po' più di 100 milioni all'anno per circa 2.000 studenti. (Fonte: G. Maddalena, Il Foglio 01-08-17)