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FACOLTÀ UMANISTICHE DELLA STATALE DI MILANO. IL TAR LAZIO SOSPENDE IL NUMERO CHIUSO. UN COMMENTO PDF Stampa E-mail

Un’ordinanza del TAR Lazio ha sospeso l’efficacia dei provvedimenti che limitavano l’accesso al primo anno dei corsi di laurea in Filosofia, Lettere, Scienze dei beni Culturali, Scienze umane, dell’ambiente, del territorio e del paesaggio e Storia, Lingue e letterature straniere, e comunque di tutte le facoltà umanistiche dell’Università degli Studi di Milano. Ecco un estratto dell’ordinanza: «Rilevato che i provvedimenti gravati intendono, nella sostanza, programmare l’accesso a corsi che (ad un primo sommario esame proprio della fase cautelare) non paiono collimare con quelli richiamati dalle norme primarie di riferimento […]; – che, in particolare, la relazione dell’Università di Milano in atti conferma che gli atti gravati non sono stati ispirati da necessità legate “all’utilizzazione di laboratori ad alta specializzazione, di sistemi informatici e tecnologici o comunque di posti-studio personalizzati”, bensì a carenza di un numero complessivo di docenti tale che “mantenendo numeri non sostenibili nei corsi dell’area umanistica, l’Ateneo risultasse non in linea con i requisiti di docenza previsti dal sistema di accreditamento vigente, esponendosi di conseguenza alla sanzione che comporta sia l’attivazione condizionata (per un solo anno) dei corsi di studio che non si trovino a rispettare i requisiti di docenza in attesa delle misure necessarie per superare tali carenze, sia l’impossibilità di attivare “nuovi corsi di studio”, se non a seguito della disattivazione di un pari numero di corsi”; Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio […] sospende l’efficacia dei provvedimenti impugnati. […] Fissa la pubblica udienza di trattazione del ricorso alla data del 9 maggio 2018».
Un commento: È’ una sentenza che lascia sconcertati sia per la motivazione sia per l’ingerenza estremamente discutibile nelle scelte di un Ateneo e nei suoi livelli di autonomia. Sono un docente della Statale e ho condiviso le scelte del Senato e del Rettore riguardo il controllo del numero degli studenti inscrivibili alle facoltà umanistiche. Al di là delle oggettive problematiche Anvur, sarà problematico individuare aule dove tenere, nel rispetto delle normative sulla sicurezza, centinaia di giovani più del previsto; altrettanto discutibile poi avere in classe un rapporto numeri docente studente che ostacola un adeguato percorso formativo. La sentenza credo sia prevista per maggio 2018 il che significa che per i prossimi anni non sarà possibile alcuna programmazione (tonymig su Roars 01-09-17)