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COOPTAZIONE DEI DOCENTI. QUATTRO CONSIDERAZIONI PDF Stampa E-mail

Dario Braga ha esposto su IlSole24Ore tre importanti considerazioni sull'Università italiana. Primo: L'accesso dei docenti all'Università avviene inevitabilmente per cooptazione, perché «ricercatori e studiosi non sono intercambiabili». Nei sistemi universitari migliori si tratta di una cooptazione trasparente e responsabile, poiché soggetta al vaglio della comunità scientifica internazionale. In Italia essa avviene dietro al paravento del concorso pubblico, il cui formalismo annacqua fino a far scomparire la responsabilità della scelta e favorisce l'esercizio del potere accademico a difesa di comodi recinti disciplinari.
Secondo: La mancanza di una cooptazione trasparente e responsabile è la principale causa del localismo, della scarsa capacità di attrazione internazionale, dell'emorragia di talenti verso l'estero e di altri malanni che affliggono la nostra università.
Terzo: Serve un ripensamento profondo dell'Università italiana, che coinvolga le risorse a essa destinate, gli incentivi alla mobilità, la liberalizzazione delle forme contrattuali.
Sono considerazioni che condivido. Vorrei però renderne esplicita una quarta, che mi sembra le sottenda, e che credo andrebbe messa al centro del dibattito. La cooptazione funziona bene quando la scelta di persone di qualità è premiata, quella di persone di scarso valore stigmatizzata. Nei sistemi universitari migliori questo è ciò che accade; talvolta attraverso una valutazione centralizzata, autorevole e indipendente, a cui corrisponde l'attribuzione di risorse cospicue e fortemente concentrate sui dipartimenti meglio valutati (sistema inglese). (Fonte: D. Terlizzese, Il Sole24Ore 25-07-17)