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FONDO DI FINANZIAMENTO ORDINARIO (FFO). CRITERI DI RIPARTO PER IL 2017. OSSERVAZIONI DEL CONSIGLIO UNIVERSITARIO NAZIONALE PDF Stampa E-mail

A stabilire i criteri di riparto per il 2017 del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) delle università è il decreto firmato il 12 agosto dalla ministra Valeria Fedeli. Per il 2017 il Ffo si attesta a 6,982 miliardi di euro con un incremento di 62,5 milioni (+0,9%) rispetto al 2016.
La somma delle tre quote principali del Fondo (quota base, quota premiale, fondo perequativo) è di 6,273 miliardi, con un paletto preciso per garantire la sostenibilità: ogni università non perderà o guadagnerà più del 2,5% rispetto all'anno precedente, grazie anche a un intervento perequativo che vale 145 milioni. Cresce l'incidenza della quota premiale che sale a 1,536 miliardi di euro. Fondi questi che saranno divisi in base a tre criteri: il 60% sarà assegnato sulla base dei risultati della ricerca (come fotografati dall'Anvur), il 20% in base alla qualità delle politiche di reclutamento e il restante 20% con il nuovo criterio dell'autonomia responsabile (in pratica gli atenei si fanno misurare su due indicatori scelti da loro tra le attività di didattica, ricerca e internazionalizzazione).
Secondo il Corriere della Sera – Università, in base alle tabelle allegate dal Miur al comunicato sul Ffo, sommando le tre voci del Ffo (quota base, quota premiale e risorse perequative) nel 2017 alle università arriveranno 6,272 miliardi di euro: 63 milioni meno del 2016, il segno è negativo per l’1%.
Il costo standard per studente - il "prezzo giusto" delle attività universitarie sulla base di alcuni indicatori - quest'anno decide invece il riparto tra gli atenei di 1,285 miliardi di euro. In pratica il 20% dei fondi, Ma il costo standard per studente, dopo una bocciatura della Consulta, è stato rivisitato nel recente decreto per il Mezzogiorno dove è previsto che cresca solo tra il 2% e il 5% l'anno fino a un massimo del 70% della spesa storica. Tra le altre voci del Ffo, si segnala l'aumento dei fondi per dottorati di ricerca (140 milioni di euro), orientamento preuniversitario (5 milioni di euro), sostegno a studenti con disabilità (7,5 milioni di euro) e cofinanziamento delle chiamate dirette e assunzioni di soggetti esterni all'ateneo, in particolare ricercatori (14 milioni).
Il CUN ha approvato i criteri di riparto del FFO 2017, ma ha rilevato il mancato recupero delle risorse complessive assegnate al sistema universitario, osservando che la «prolungata carenza complessiva di risorse disallinea il Paese rispetto alle buone pratiche delle nazioni UE e OCSE e compromette la capacità di perseguire con efficacia l’attività istituzionale universitaria». Non senza stigmatizzare un «contesto nazionale nel quale sono state destinate risorse economiche molto significative al finanziamento di iniziative di ricerca non riconducibili al sistema universitario». (Fonti: M. Bartoloni, IlSole24Ore 11-08-17. CUN, Adunanza del 03-08-17. A. De Gregorio, CorSera Università 13-09-17)