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SUL RAPPORTO DI PUBBLICO IMPIEGO NELL’UNIVERSITÀ PDF Stampa E-mail

Ripercorrendo gli elementi che contrassegnano l’impianto costituzionale di cui l’opzione per il rapporto di pubblico impiego si fa storicamente espressione, con il conforto delle indicazioni emerse nella più recente giurisprudenza costituzionale e amministrativa, Rosario Santucci risponde a stretto giro ai ragionamenti svolti da Francesco Sinopoli (comunicati stampa Flc Cgil) in tema di contrattualizzazione dei professori universitari. Santucci non usa giri di parole per affermare che è giunto il momento di ripensare “l’attuale assetto normativo universitario che, a partire soprattutto dal nuovo secolo, ha sostanzialmente svilito la garanzia dello status, ha aperto falle che consentono a ‘poteri’ politici, sociali e accademici di condizionare la libertà di ricerca e, sintonicamente, ha flessibilizzato quel che non si doveva flessibilizzare: il lavoro dei ricercatori che ha bisogno di stabilità, beninteso nell’ambito di un sistema di controlli seri e imparziali. Con buona pace della legge 240 del 2010, principale responsabile della deriva”. E su questo – aggiunge – “il momento è giusto (…) perché si alzi la voce dei docenti universitari”. Il momento – se è giusto – è quello in cui bisogna agire all’opposto della proposta di “contrattualizzazione”, per evitare il colpo di grazia al sistema universitario e a diritti e doveri costituzionali – funzionali ad una democrazia sostanziale – che vi sono implicati: la libertà di ricerca e quella di insegnamento (art. 33 Cost.); l’impegno di promozione della cultura da parte del potere pubblico (art. 9 Cost.). (Fonte: R. Santucci, Roars 05-09-17)