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RAPPORTO OCSE. EDUCATION AT A GLANCE 2017: LA SCHEDA DELL’ITALIA PDF Stampa E-mail

Francesco Avvisati e Giovanni Semeraro sono gli esperti italiani dell’Ocse che hanno illustrato la scheda nazionale italiana in occasione della presentazione dell’edizione 2017 di Education at a Glance (EAG).
Sono vari gli aspetti del sistema educativo italiano, più strutturali e di lungo periodo, a destare preoccupazione. Intanto la bassa percentuale di laureati tra gli adulti (25-64 anni), il 26% rispetto alla media europea del 39%, cui si aggiunge l’altrettanto bassa disponibilità degli occupati italiani alla formazione continua. Poi l’eccesso di laureati in materie umanistiche (30% nel 2016, contro la media europea del 19%), cui corrisponde una carenza di laureati nell’area delle competenze ‘Stem’ (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), che penalizza in particolare le donne. Queste sono invece massicciamente presenti nel settore educativo, dove l’Italia presenta il divario di genere più importante dell’area Ocse: il 95% delle lauree di primo livello e il 91% delle lauree di secondo livello è conseguito da donne. Sempre preoccupante in Italia il numero dei Neet (persone di età tra i 15 e i 29 anni non impegnate nello studio, nel lavoro, nella formazione), che nel nostro Paese ammontano al 26%, rispetto al 14% della media degli altri Paesi Ocse, con punte superiori al 30% in Campania, Sicilia e Calabria. In questa classifica l’Italia si colloca al penultimo posto, subito prima della Turchia (28%). Che occorra riportare l’istruzione tra le priorità dell’azione di Governo lo dimostra anche la spesa in istruzione in rapporto al Pil, pari al 4,1%, ben al di sotto della media Ocse (5,2%) e in calo, secondo il rapporto Ocse, del 7% rispetto al 2010. Puntuale il commento della ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli: “Finanziamento al sistema? Passo già cambiato. Il dato riguarda il 2014. Quest’anno il Fondo per le Università aumenta dell’1%, crescerà del 4,2% nel 2018”. (Fonte: www.tuttoscuola.com 12-09-17)