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INCENTIVI ECONOMICI E QUALITA' DELLA RICERCA SCIENTIFICA PDF Stampa E-mail

Un interessante articolo pubblicato lo scorso 11 Agosto su Science analizza gli effetti prodotti dalla corresponsione di più o meno "adeguati" incentivi economico-finanziari a quei Ricercatori che vedano pubblicato il frutto dei propri studi su prestigiose Riviste del calibro di Nature, Science e/o Cell. Trattasi di una "pratica" che risulterebbe particolarmente in voga in Cina, ove alcune Università avrebbero "foraggiato" i principali Autori di alcune delle suddette pubblicazioni con cifre superiori ai 40.000 dollari statunitensi, fino ad arrivare alla stratosferica somma di 165.000 dollari. Seppur non comparabili sotto l'aspetto quantitativo, analoghi "approcci" sarebbero perseguiti da altri Paesi quali gli Stati Uniti e la Repubblica Ceca, come si legge in una mia "Letter to the Editor" pubblicata su Science in data 16 Agosto (http://science.sciencemag.org/content/357/6351/541/tab-e-letters). L'Italia, tuttavia, non sembra andare nella medesima direzione, continuando peraltro a investire non più dell'1.3% del PIL per il finanziamento pubblico della ricerca scientifica su base annuale. Ciò si traduce, generalmente, in una ridotta disponibilità di risorse economico-finanziarie anche per la pubblicazione di manoscritti su idonee Riviste internazionali, elemento quest'ultimo di cruciale rilevanza dal momento che rappresenta la "via maestra" attraverso cui i risultati scientifici ottenuti acquisiscono la "visibilità" che agli stessi compete. In un siffatto contesto di cronica, inveterata inadeguatezza del budget nazionale devoluto alla nobile e sacrosanta causa della "Ricerca Scientifica" andrebbe parimenti letto quel drammatico fenomeno rappresentato dalla "fuga dei cervelli", che da almeno 25-30 anni attanaglia il nostro Paese in una morsa letale. A dispetto di questa rappresentazione "a tinte fosche", andrebbe parimenti sottolineato che il nostro Paese occupa - in maniera tanto sorprendente quanto encomiabile - l'ottava posizione su scala globale per rilevanza e qualità della produzione scientifica. Ne deriva che la chiave del successo "made in Italy" non sarebbe da individuare, almeno per il momento, nella corresponsione di incentivi economici analoghi a quelli destinati ai Ricercatori cinesi. (Autore: Giovanni Di Guardo, UniTe 09-17)