Home
CRIMINALITÀ ORGANIZZATA. UNA RISPOSTA PARTE DALLE UNIVERSITÀ PDF Stampa E-mail

Di fronte alle trasformazioni camaleontiche della mafia e alla sua presenza sempre più capillare a livello locale, una risposta parte dalle università. “Ultimamente – spiega Enzo Ciconte, docente di ‘Storia della criminalità organizzata’ a Roma Tre e ‘Storia delle mafie italiane’ a Pavia, – l’università si sta svegliando. Undici anni fa sono stato il primo a insegnare storia della criminalità organizzata a Roma Tre. Oggi diverse università tengono corsi simili, anche se fanno eccezione le cattedre dedicate proprio a questa materia. Certo c’è un enorme ritardo culturale riscontrabile anche all’interno del Ministero che non ha mai voluto bandire concorsi per cattedre di questo tipo”. Anche Antonelli della Luiss indica nell’università la culla per far nascere la cultura della legalità e creare così gli anticorpi contro la criminalità. “La lotta alla mafia – spiega – si combatte non solo col mero rispetto delle regole, ma con la legalità dei diritti. Oggi la mafia colpisce quando lo Stato non riesce a garantire i diritti. L’idea è portare avanti una legalità dei diritti, non solo la repressione. E l’Università può essere la culla dove matura questa cultura”. Un’iniziativa che va in questa direzione, esemplifica Antonelli, è quella che ha portato avanti l’università Luiss che, grazie a un accordo con l’associazione Libera, consente agli studenti di fare un periodo di volontariato estivo nelle cooperative che gestiscono i BENI confiscati alla mafia. (Fonte: S. Rossitto, Roars 15-06-17)