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PROBLEMI E PROSPETTIVE PER IL SISTEMA UNIVERSITARIO SECONDO LA FLC CGIL PDF Stampa E-mail

La “valutazione” non deve essere usata come strumento punitivo o premiale, peraltro a invarianza di risorse, ma come aiuto a individuare le criticità del sistema e a porvi rimedio. Le politiche di accreditamento e di certificazione di qualità non devono essere strumento per la censura amministrativa degli atenei o avere come esito la burocratizzazione degli atenei. Il sistema delle “classifiche” non funziona. La cosiddetta meritocrazia sta frammentando il sistema universitario italiano, indebolendolo, e legittima le diseguaglianze. L’università italiana, questo è un dato certo, ha perso dal 2008 migliaia di studenti (nonostante il recupero d’immatricolati registrato quest’anno), di docenti, di personale tecnico-amministrativo e di dottorandi. I governi hanno ridotto i finanziamenti e l’Italia spende poco per il diritto allo studio, benché le tasse siano tra le più alte d’Europa. Il nostro paese investe percentualmente pochissimo nella ricerca. Non servono per l’università ”superdipartimenti” o ”superprofessori”, non servono risorse come quelle accantonate e non spese dall’Istituto Italiano di tecnologia, serve più semplicemente incentivare i giovani allo studio, ridurre il precariato, rinnovare i contratti, sbloccare il turn cover, dare dignità al lavoro. (Fonte: Flc Cgil 26-06-17)