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SUI CRITERI PER PREMIARE DIPARTIMENTI ECCELLENTI PDF Stampa E-mail

L’individuazione dei dipartimenti «eccellenti» è basata sugli esiti della recente Valutazione della qualità della ricerca (VQR) realizzata dall’ANVUR. Tale esercizio è stato oggetto di vaste critiche nell’ambito della comunità scientifica italiana, sia di taglio metodologico sia a proposito delle scelte di politica della ricerca in esso implicite, tali da sconsigliarne l’utilizzo come criterio per la ripartizione dei finanziamenti ordinari. Scelta che caratterizza l’Italia come un unicum nel panorama internazionale (con qualche somiglianza con la situazione inglese). Una volta acquisiti i dati della VQR, l’ANVUR ha provveduto al calcolo di un indicatore dipartimentale (Ispd); tale indicatore è stato definito nei suoi dettagli rilevanti dopo aver avuto disponibili tutti i dati, potendo teoricamente simulare l’impatto, dipartimento per dipartimento, di formulazioni alternative. La scelta è stata effettuata da commissari ANVUR che afferiscono a dipartimenti universitari italiani, e che sono quindi in evidente conflitto di interessi. Inoltre, stando alla relazione finale VQR firmata dalla stessa ANVUR, «tra le finalità della VQR non compare il confronto della qualità della ricerca fra aree scientifiche diverse». Questo confronto è stato invece fatto, e ha prodotto disparità non giustificate fra il numero di «eccellenti» nelle diverse aree scientifiche (ad esempio: 35 in economia e 8 nelle scienze politiche), frutto delle scelte discrezionali operate nell’individuazione dell’Ispd. L’esercizio produce una suddivisione in due gruppi di dipartimenti (352 «eccellenti», a fronte di circa 500 «non eccellenti»), sulla base di differenze anche minime su questo indicatore; basato esclusivamente del giudizio costruito dall’ANVUR su due pubblicazioni scientifiche di ciascuno dei docenti italiani, senza tenere conto della complessiva produzione scientifica dei dipartimenti, dell’impegno e della qualità della didattica, della loro capacità di interagire fruttuosamente con i propri territori di insediamento («terza missione»). La scelta dei dipartimenti effettivamente destinatari del finanziamento aggiuntivo (180 dei 352) avverrà poi sia sulla base dell’Ispd, sia sulla base dei giudizi discrezionali su un «progetto di sviluppo dipartimentale» effettuato da una commissione nominata dal ministro, e presieduta dalla rettrice di un’università privata, composta da docenti che, anche per le proprie normali relazioni con componenti di alcuni dei dipartimenti oggetto di valutazione, non potranno avere carattere di terzietà. (Fonte: G. Viesti, Roars 30-05-17)