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GARA DEI DIPARTIMENTI. UNA CORSA ALL’ECCELLENZA INSOSTENIBILE SECONDO ROARS PDF Stampa E-mail

La Ministra Fedeli ha annunciato con toni quasi trionfalistici l’avvio delle procedure di selezione di 180 Dipartimenti “eccellenti”, che riceveranno un super-premio di oltre 1.000.000 di euro l’anno per cinque anni. La Ministra promette anche che ripartirà l’iter per l’assegnazione delle 500 cattedre Natta ad altrettanti studiosi che, sempre per la loro eccellenza, otterranno un trattamento significativamente diverso, non solo dal punto di vista economico, rispetto a quello dei loro colleghi. Il comunicato stampa (del 12 maggio) si conclude citando l’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile: provvedimenti come questi – secondo la Ministra – corrispondono agli obiettivi di educazione e formazione di qualità “che ci siamo prefissati aderendo all’Agenda”.
È proprio guardando agli obiettivi indicati dalle Nazioni Unite che questa corsa all’eccellenza, almeno in queste modalità, mi sembra invece francamente insostenibile, perché non aiuta lo sviluppo di tutto il paese e mette a rischio l’equità. Il goal n. 9 (Industria, innovazione e infrastrutture) fissa fra i suoi traguardi quello di “incrementare considerevolmente” il numero degli addetti e la spesa nel settore della ricerca, ma non è per questo che sono stilate le classifiche di università e dipartimenti. Il loro scopo è di assegnare premi e concentrare progressivamente le risorse dove si pensa che possano essere spese meglio e il risultato, come è ormai chiaro da tempo, è un processo di progressiva redistribuzione che, con qualche isolata eccezione, toglie al Sud per dare al Centro-Nord. (Fonte: S. Semplici, Roars 09-07-17)