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PARLA LA MINISTRA SUL BLOCCO DEGLI ESAMI E SUL NUMERO CHIUSO PDF Stampa E-mail

«Per prima cosa - ha detto – non è chiaro come i docenti abbiano annunciato lo sciopero con mesi di anticipo, quando esiste un tavolo di confronto aperto. Un modo di operare che non condivido». Contestata, in particolare, la forma di protesta paventata. «Trovo che il blocco degli esami sia una forma di protesta impropria e impopolare, destinata a creare un forte malcontento tra l'opinione pubblica. In questo modo, a essere danneggiati, saranno gli studenti. Senza contare che, alla sessione successiva, non sarà possibile perpetrare il blocco. Invito, quindi, i professori a trovare forme differenti per manifestare il proprio dissenso». Ribadendo la volontà di concentrare fondi e risorse sul mondo universitario, il ministro Fedeli ha «rilanciato» sulle facoltà a numero chiuso. «Bisogna allargare e non chiudere» aveva già dichiarato, lo scorso maggio, rispetto alla decisione del rettore dell'università di Milano di istituire un test d'ingresso alla Statale, per le facoltà umanistiche. Un tema su cui il ministro è tornato a parlare da Savona. «Non ha senso investire negli atenei, ampliando il più possibile il concetto di formazione continua, quando alcune facoltà sono a numero chiuso. Sono atteggiamenti contraddittori», preannunciando, in modo implicito, la volontà di avviare una riflessione sul tema. Da rivedere, ancora, i criteri di finanziamento e di valutazione delle performance degli atenei secondo criteri premiali, «che dovranno tenere maggiormente conto dell'impegno verso la digitalizzazione e la sostenibilità energetica e ambientale». (Fonte: La Stampa 14-07-17)