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ACCESSO APERTO (OPEN ACCESS, OPEN SCIENCE). ITALIA IN RITARDO PDF Stampa E-mail

L’Italia è un paese europeo con una ricerca di ottimo livello, ma il MIUR (che coincide anche con il suo principale finanziatore) sembra non aver considerato (e continuare a non considerare) in nessuna delle sue politiche l’accesso aperto, né sembra aver recepito nessuna delle indicazioni provenienti dall’Europa e così ben assimilate e tradotte in politiche negli altri paesi. Le uniche iniziative a favore dell’accesso aperto sono state portate avanti dal basso: da un gruppo di lavoro della CRUI, di cui pochi conoscono l’esistenza e che si è occupato della stesura di linee guida per l’implementazione dell’accesso aperto negli atenei, e dagli atenei in cui l’accesso aperto è entrato per la tenacia e la sensibilità di singoli o piccoli gruppi che hanno recepito le linee guida delle CRUI e sono riusciti a mantenere il contatto con l’Europa e con le sue politiche. Recentemente si è formata l’Associazione Italiana per la Scienza Aperta (AISA), che raccoglie la maggior parte di coloro che si occupano di Scienza Aperta in Italia e che sta portando avanti una proposta di modifica della legge sul diritto d’autore, passo fondamentale per il riutilizzo delle proprie pubblicazioni. Quello che però manca totalmente è il sistema. Il grande assente è il MIUR. (Fonte: P. Galimberti, Roars 13-04-17)