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UNA RICERCA DI NOMISMA SULLA PROFESSIONE MEDICO-VETERINARIA. IN 20 ANNI +98% GLI ISCRITTI ALL’ALBO E PIÙ CHE RADDOPPIATE LE DONNE PDF Stampa E-mail

Tra il 1995 e il 2016, il numero degli iscritti all'albo dei medici veterinari ha registrato un balzo del 98%, fino a raggiungere quota 32.220. Evidentemente l'introduzione dell'accesso programmato negli atenei, avviato nel 2005, ha solo rallentato la corsa. La spinta è arrivata soprattutto dalle donne, che nell'arco di un ventennio hanno più che raddoppiando la loro incidenza sul totale, passando dal 21 al 45% del totale. Se poi si restringe l'analisi ai soli iscritti negli ultimi cinque anni, le veterinarie sono state addirittura due-terzi (il 65% per la precisione) del totale. I limiti al turnover della Pubblica Amministrazione hanno portato solo nell'ultimo lustro a ridurre dal 16 al 14% la quota di veterinari impiegati presso le Asl, mentre di pari passo è salita dal 76 al 78% l'incidenza dei liberi professionisti. Quanto a questi ultimi, esercitano l'attività come autonomi o all'interno di piccole strutture, tanto che il 59% è titolare o associato dello studio presso cui lavora, mentre il 32% collabora con varie strutture. Resta fuori il 4% che opera come dipendente all'interno di realtà organizzate e il 5% che comprende coloro che si occupano di visite a domicilio, i dottorandi e i tirocinanti. Passando agli aspetti più qualitativi della ricerca, il 42% degli iscritti si dice soddisfatto della propria professione, sia per le opportunità di crescita, che per l'ambiente di lavoro, meno per l'aspetto retributivo, che si conferma quindi l'aspetto più critico. (Fonte: L. Dell’Olio, La Repubblica A&F 08-05-17)