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DOTTORATO. SECONDO L’ADI LE NUOVE LINEE GUIDA MANTENGONO QUASI TUTTE LE PRECEDENTI CRITICITÀ. ANCHE ROARS RILEVA PUNTI CRITICI PDF Stampa E-mail

Per l'Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani (ADI) le nuove linee guida vanno a porsi nel contesto di un forte definanziamento del sistema accademico italiano. Per quanto riguarda il dottorato, gli effetti delle norme succedutesi a partire dalla L. 133/2008 sono evidenti nel crollo del numero dei posti di dottorato a bando, passati dai 15.325 del 2008 agli 8.738 del 2016, con un calo del 44.5%. Secondo l’ADI sono state del tutto ignorate le richieste puntuali di revisione dei criteri di accreditamento che ADI aveva rivolto al MIUR, sin dall'emanazione delle precedenti linee guida. In questo modo il MIUR disattende ogni richiesta relativa all'estensione del budget del 50% per i soggiorni di ricerca all'estero ai dottorandi senza borsa, alla reintroduzione della possibilità di proroga nella consegna della tesi, alla valutazione della qualità dei corsi anche da parte dei singoli dottorandi. Una prima analisi del documento emanato dal MIUR, effettuata per mezzo di un confronto con le precedenti linee guida (nota n. 435/2014), evidenzia che le modifiche sono in numero molto limitato, e concentrate su ben determinati criteri di accreditamento. Il lieve maquillage effettuato dal MIUR lascia intatte quasi tutte le criticità che ADI evidenziò sulla versione precedente delle linee guida. Per leggere le valutazioni complete dell’ADI > http://tinyurl.com/kt3rqh5 .
Secondo Roars, in primo luogo, a dispetto dei proclami formali da parte dell’ANVUR sulla non utilizzabilità delle valutazioni VQR per fini di valutazione individuale (“l’ANVUR sottolinea che i risultati della VQR non possono e non devono essere utilizzati per valutare i singoli ricercatori“, Rapporto finale VQR 2011-2014, p. 9), queste linee guida fanno riferimento alla media dei voti VQR dei componenti del collegio. Una media sotto la soglia specificata nelle linee guida può compromettere l’accreditamento. Ne seguono alcuni effetti collaterali. L’unico modo per alzare la media dei voti è selezionare docenti con voti VQR elevati, escludendo dal collegio quelli con voti bassi: in questo modo, i risultati della VQR vengono utilizzati per valutare i singoli, dato che la loro partecipazione ai collegi di dottorato è condizionata dai voti VQR individuali. Per leggere le valutazioni complete di Roars > http://tinyurl.com/kr5g25k .
(Fonte: dottorato.it 17-04-17; Redazione Roars 21-04-17)