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PROFESSORI A CONTRATTO. QUANTO GUADAGNANO PDF Stampa E-mail

Per i docenti a contratto - com'è intuibile - il compenso è su base oraria e non mensile e, anche se non ci sono vere e proprie categorie, possono esserci delle tariffe scaglionate sulla base delle qualifiche e dell'esperienza del singolo docente. Ma la tendenza è quella di avere una tariffa oraria standard per tutti i casi. La tariffa oraria per un docente a contratto presso università pubbliche o altri enti pubblici di ricerca e formazione oscilla tra i 40 e i 60 euro orari. Normalmente vengono conteggiate solo le ore strettamente dedicate alla docenza frontale in aula: restano quindi non retribuite eventuali ore impiegate per attività connesse come la preparazione dei materiali, il ricevimento studenti (che spesso può essere fatto anche in videoconferenza, ma che comunque richiede un impegno di circa una/due ore a settimana), la gestione delle e-mail (a volte molte) che gli studenti inviano con le più svariate richieste. Solo in alcuni casi vengono retribuite le sessioni di esame, e quando accade vengono retribuite con una sorta di gettone di presenza simbolico e standard. Infine quasi mai è previsto un rimborso delle spese vive (biglietti treno, biglietti mezzi cittadini, pasti fuori sede) sostenute per portare a termine l’incarico; le quali spesso non sono così irrilevanti dato che non tutti i docenti a contratto hanno la fortuna di insegnare nell’università sotto casa e spesso devono fare decine di chilometri per recarsi in aula.
Se come durata media di un corso universitario consideriamo 40 ore, con una tariffa media di 50 euro all’ora, il compenso per l’intero corso sarà di 2000 euro. Ma ricordiamo che da questo compenso lordo dobbiamo togliere innanzitutto le tasse sul reddito e in alcuni casi una percentuale per contributi previdenziali, a seconda del regime fiscale applicabile. Nel caso di un contratto a partita Iva sappiamo che mediamente al docente rimarrà in tasca non più del 55% del compenso fatturato. I 2000 euro diventano quindi non più di 1100 netti (e in alcuni casi potrebbero essere anche meno). Inoltre, alle 40 ore di docenza dobbiamo aggiungere: 1) le ore per la preparazione delle lezioni. Questo tempo è molto variabile; ma per esperienza posso dirvi che per una lezione di due ore ci vuole almeno una mezz’ora di preparazione (realizzazione di slide, verifica di casi e articoli da commentare a lezione, ecc.). Verrebbero quindi fuori altre 10 ore. 2) le ore per il ricevimento studenti. Un corso di 40 ore con 2 lezioni da 2 ore per ogni settimana dura 10 settimane. Vengono fuori quindi altre 10 ore. 3) le ore per le sessioni di esame. Calcoliamo 4 sessioni di esami da mezza giornata (4 ore) per un totale un totale di 16 ore. È una stima al ribasso perché ricordiamoci che spesso le sessioni durano più di mezza giornata e spesso le sessioni previste sono 6 e non 4.
Da questa stima (pur approssimativa e comunque approssimata per difetto) si deduce che l’impegno complessivo per gestire adeguatamente l’incarico di docenza comporta 76 ore. Pertanto, diluendo il compenso complessivo netto di 1100 euro per questo monte ore effettivo, emerge che un docente a contratto viene retribuito con un compenso orario “reale” di circa 14,50 euro netti. (Fonte: www.gbcnet.net 15-04-17)