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UN GIOVANE SU TRE, SECONDO UNO STUDIO DELL'UNESCO, FREQUENTA L'UNIVERSITÀ. PIÙ DEL DOPPIO DI VENT'ANNI FA PDF Stampa E-mail

L'ultimo report scientifico dell'Unesco, "Towards 2030" - 800 pagine, 46 collaboratori in cinque continenti, lavoro chiuso nel dicembre 2016 -, descrive la strada dell'accesso alla conoscenza superiore come un'autostrada a sei corsie che i governi più consapevoli, molti nel Sud Est asiatico, intendono far percorrere alla gioventù. Nel 1996, nel mondo, il 14% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni, frequentava un ateneo, oggi gli "universitarians" sono il 32%. Vent'anni fa cinque Paesi avevano almeno metà dei giovani chini nei dipartimenti, oggi gli Stati con questo primato sono 54, un terzo di quelli che aderiscono all'Onu. In Corea del Sud - nazione insieme alla Finlandia in cima a tutti i ranking scolastici - quasi il 70% dei 30-34enni è laureato. E in quella fetta di mondo orientale, da vent'anni emergente, la convinzione che il riscatto sociale e la battaglia globale si giochino innanzitutto studiando si vede negli investimenti pubblici. La Malesia ha pianificato di diventare il sesto approdo assoluto per studenti internazionali a partire dal 2020, e per quell'anno il governo vietnamita punta ad avere 20.000 dottorati universitari in più. In Cina 9,5 milioni di giovani ogni anno devono affrontare il gaokao, l'esame di ammissione necessario per entrare all'università: dura nove ore in un lasso di due giorni. L'università più internazionalizzata al mondo è la China Medical University di Taiwan: il 93,9% dei suoi lavori è pubblicato in collaborazione con altri atenei. (Fonte: C. Zunino, La Repubblica 13-02-17)