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SUL NUOVO REGOLAMENTO ANVUR/MIUR PER LA CLASSIFICAZIONE DELLE RIVISTE PDF Stampa E-mail

Con la riapertura della procedura per la richiesta di classificazione delle riviste e la pubblicazione del nuovo Regolamento per la classificazione delle riviste adottato dall’Agenzia Nazionale il 21 luglio 2016, il tema del significato di questa attività classificatoria, delle metodologie impiegate, delle fonti utilizzate, degli standard adottati (o non adottati) e degli effetti sul sistema editoriale, è ritornato di grande attualità. Nell’intervento di Paola Galimberti (Università degli Studi di Milano) fatto durante il Workshop dell’Associazione dei Professori di Diritto Amministrativo (AIPDA), si prendono in particolar modo in considerazione la procedura di richiesta di classificazione (i cui limiti e incongruenze la dicono lunga sui ragionamenti che stanno alla base procedura stessa) e il collegamento (a dire il vero azzardato) fra lavori presentati alla VQR e il mantenimento (o promozione) in classe A. L’obiettivo di questa ultima trovata di ANVUR/MIUR è quello di potere avere a disposizione indicatori quantitativi (oggettivi) anche per le scienze umane, non considerando le dinamiche che hanno portato alla scelta dei lavori da presentare alla VQR e non tenendo conto del fatto che, nella maggior parte dei settori umanistici, dovendo scegliere i due lavori migliori si è certamente optato per tipologie diverse dall’articolo. Ci si chiede, inoltre, se non abbia più senso creare un elenco di riviste scientifiche che rispondono a requisiti formali, garantendo così la qualità editoriale, lasciando la valutazione nel merito ai revisori dei singoli lavori. (Fonte: P. Galimberti, Roars 26-03-17)