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CRITICHE ALLA PROCEDURA PER L’ACCESSO ALLA CARRIERA UNIVERSITARIA PDF Stampa E-mail

L’accesso alla carriera universitaria, o gli avanzamenti di carriera, avvengono, da quando è in vigore la c.d. legge Gelmini, in modo assai farraginoso. È innanzitutto una procedura costosa. La Camera dei Deputati, nella relazione tecnica del 29 giugno 2011, stimò un costo annuo per le procedure di abilitazione scientifica nazionale (pre-requisito per l’accesso alla docenza) pari a €17.000.000. È, poi, una procedura inefficace per contrastare il “dimagrimento” dell’Università italiana. L’ASN è, infatti, una precondizione per l’accesso al ruolo, che viene successivamente (di norma, a distanza di due-tre anni) stabilito da una commissione formata dalla singola sede. È evidente che il duplice passaggio concorsuale è un ulteriore fattore di potenziale corruzione, illegalità, nepotismo, cosa attestata dall’aumento del numero di ricorsi sia per le abilitazioni sia per i concorsi locali. In tal senso, è proprio la “riforma” dell’Università (ovvero la Legge Gelmini, che istituisce l’ANVUR) ad aver prodotto un aumento dei casi di corruzione e più in generale un aumento dei ricorsi alla giustizia amministrativa per risolvere contenziosi interni al mondo accademico. Si pensi, a titolo puramente esemplificativo, ai ricorsi fatti da direttori di riviste scientifiche al Ministero per vederle riconosciute in fascia A (diversamente è evidente che quella rivista è destinata a perire). (Fonte: http://temi.repubblica.it/micromega-online/ 27-02-17)