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EDUCAZIONE TERZIARIA POST-DIPLOMA. DIFFERITE DI UN ANNO LE NUOVE LAUREE PROFESSIONALIZZANTI. DISTINZIONE CON GLI ITS PDF Stampa E-mail

Si chiama educazione terziaria post-diploma. Significa che dopo la maturità non c'è solo l'università, ma una formazione tecnica e professionale avanzata. Svizzera, Germania, Francia, Regno Unito la sperimentano da tempo con grande efficacia e soddisfazione per i giovani. In Italia però la formazione professionale è considerata di serie B, ma l'università è spesso un parcheggio. Ci sono gli ITS (Istituti tecnici superiori) che in questi anni hanno rappresentato una buona formazione terziaria, coinvolgendo le aziende dei territori e i giovani senza lavoro. Sono circa 70 e formano 8 mila studenti post-diploma: studenti di eccellenza che trovano un'occupazione prima ancora di terminare gli studi. Ora succede che la ministra Stefania Giannini, poco prima di dimettersi, abbia autorizzato le università a sperimentare le lauree triennali professionalizzanti. Una buona idea, apparentemente, se non che ora le università si stanno già organizzando per promuovere nuovi corsi professionalizzanti, creando così una grande confusione. La norma rischia di aprire una concorrenza assurda e dannosa tra università e ITS, che in questi anni hanno rappresentato dei modelli eccellenti. Dopo le proteste delle fondazioni che reggono gli ITS, ma anche di Confindustria e della Flc Cgil, la ministra Valeria Fedeli ha deciso di imboccare la strada della mediazione. Da un lato ha differito, di fatto, di un anno l'avvio del nuovo sistema universitario professionalizzante: con una nota (n. 31/17) il MIUR, infatti, ha stabilito che questa nuova offerta accademica partirà nell'anno accademico 2018/19 e non più, come ipotizzato in un primo momento, il prossimo anno. Per potersi iscrivere alle lauree professionalizzanti occorrerà, pertanto, attendere il 2018. E, proprio per disegnare il migliore percorso possibile, evitando, dice il MIUR, sovrapposizioni con gli Istituti tecnici superiori, il neoministro dell'istruzione ha affidato a una cabina di regia la funzione di coordinarne i lavori e a una piattaforma informatica il compito di raccogliere la documentazione necessaria per la strutturazione dei nuovi corsi.
Ma non si dovrebbe pensare che le lauree professionalizzanti siano percorsi di serie b o assimilabili, creando confusione con gli ITS. Si tratta, infatti, di due percorsi diversi che assolvono obiettivi diversi e che nascono per rispondere a necessità diverse. Gli ITS per soddisfare un interesse specifico delle imprese e del terziario in generale, le lauree professionalizzanti, invece, possono certo rappresentare una risposta alle richieste specifiche di qualità per le imprese, ma si candidano soprattutto a diventare il titolo di studio naturale, e ora mancante, per l'accesso alle professioni intellettuali, come avviene in altri paesi europei. (Fonte: La Stampa 16-01-17; ItaliaOggi 18-01-17)