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LA CORTE COSTITUZIONALE: NON SI PUÒ PRECLUDERE LA FACOLTÀ DI ATTIVARE CORSI UNIVERSITARI IN LINGUA STRANIERA PDF Stampa E-mail

Per l’insegnamento in inglese nei corsi universitari è intervenuto anche il Consiglio di Stato, che ha sottoposto la questione alla Corte costituzionale, e il 23 febbraio ieri è arrivato il verdetto. La Consulta ha sentenziato che le università sono libere di offrire ai loro studenti corsi di laurea in una lingua straniera, purché l'offerta formativa non pregiudichi l'italiano. Il suo primato, tra l'altro, fanno sapere proprio i supremi giudici, «diventa ancor più decisivo per la perdurante trasmissione del patrimonio storico e dell'identità della Repubblica, oltre che garanzia di salvaguardia e di valorizzazione come bene culturale in sé». Tradotto: l'italico parlare non deve sparire. «Le legittime finalità dell'internazionalizzazione», proseguono, «non possono ridurre la lingua italiana, all'interno dell'università italiana, a una posizione marginale e subordinata, obliterando quella funzione che le è propria, di vettore della storia e dell'identità della comunità nazionale». Però i principi costituzionali «non precludono certo la facoltà» di inserire nel curriculum studiorum «corsi in lingua straniera, anche in considerazione della specificità di determinati settori scientifico-disciplinari». (Fonte: Libero 25-02-17)