Home 2011 18 Aprile Come la Spending Review ha tagliato il budget universitario in Gran Bretagna
Come la Spending Review ha tagliato il budget universitario in Gran Bretagna PDF Stampa E-mail
La spending review ha tagliato il budget universitario da £7.1bn a £4.2bn (entro il 2014). I tagli previsti per il 2011-2012 sono intorno ai £680 milioni. L’aumento delle tasse è semplicemente spiegabile: il governo taglia i fondi, ma allo stesso tempo permette alle università di trovarne di nuovi in altre maniere. Come? Dando alle università la possibilità di alzare la decima d’iscrizione. Nei piani di Clegg e Cameron, gli studenti che desiderano ricevere un’istruzione di primo livello riceveranno mutui a tasso agevolato facilitati dall’esecutivo, ripagabili a seconda degli introiti del futuro lavoro dello studente. I laureati inizieranno a ripagare i loro mutui dal momento in cui inizieranno a guadagnare più di £21,000. Il teaching budget, quello tagliato del 40%, è usato per sovvenzionare i corsi universitari. I corsi universitari, oltre a ricevere fondi dal teaching budget, si avvalgono di un addizionale ‘premio per studente’ che va dai £2,641 ai £14,494 per iscritto, a seconda dal corso. Stando a Steve Smith, vicecancelliere della Exeter University e presidente di Universities UK, “l’insegnamento sarà più colpito dai tagli rispetto alla ricerca”. E’ probabile che arts and humanities siano i settori più colpiti dalla scure di Osborne. Si prevede che i tagli al teaching budgets colpiranno di più gli studenti di arts and social science, di modo da proteggere materie considerate “strategically important and vulnerable,” come quelle scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche, matematiche e linguistiche. Per quanto riguarda il nuovo sistema di mutui, esso implica che il governo s’impegna a farsi carico delle spese d’istruzione dei più poveri, prestando loro del denaro ‘sulla fiducia’. Questi, tuttavia, potrebbero arrivare a non ripagare mai il debito contratto. Stando alle ultime stime ufficiali, il 70% rischia di non farcela a restituire il denaro prestato. Una sorta di ‘maxi-obolo’ in più per i taxpayer di Sua Maestà.
(Fonte: P. Perini, Agoravox.it 07-04-2011)
 

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