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Il saldo netto delle migrazioni complessive dal Mezzogiorno tra il 2001 al 2013 è stato fortemente negativo (-708.100), ben 494.000 (il 69,8%) sono state di età compresa tra i 15 e i 34 anni. A lasciare il Sud sono stati soprattutto i giovani. E tra loro quelli con la laurea sono stati ben 188.000: il 38,1% dei giovani e il 26,5% del totale dei migranti meridionali avevano la laurea. I giovani del Sud si iscrivono sempre meno all'università. Tra coloro che si iscrivono, moltissimi lo fanno in università del Centro e del Nord. E tra quelli che si laureano moltissimi emigrano. È evidente, il Mezzogiorno si sta giocando la sua futura classe dirigente e il suo sviluppo economico. Secondo FONDAZIONE RES lo Stato investe in ISTRUZIONE DI TERZO LIVELLO 7 miliardi di euro l'anno, con il cosiddetto Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO). La Germania di miliardi nell'università ne investe 26. Differenza in investimento che diventa ancora più marcata se ci riferiamo al Mezzogiorno. Se infatti la spesa media per abitante in Germania è di 332 euro l'anno, in Francia di 305, in Spagna di 157, in Italia nel Centro-Nord è di 117 mentre nel Sud è di appena 99 euro. A partire dal 2009 la SPESA PUBBLICA ITALIANA NELL'UNIVERSITÀ è divisa in una "quota base" e in una "quota premiale". La prima quota, quella base, è passata dai 6,7 miliardi del 2008 ai 4,9 del 2015. Mentre in quest'ultimo anno la quota "premiale" è salita al 20% (quasi 1,4 miliardi di euro in termini assoluti). Una percentuale che non ha pari nell'Europa continentale. Nello stesso tempo la spesa complessiva per l'università in Italia è diminuita. Il combinato disposto dei tagli e delle due quote ha fatto sì che gli atenei del Nord perdessero, tra il 2008 e il 2015, il 4,3% del loro finanziamento pubblico, ma quelle del Sud il 12,0% e ancor più quelli delle Isole. Analogo andamento si registra per i docenti. Tra il 2008 e il 2015 le università italiane hanno perso il 17,2% del proprio CORPO DOCENTE (contro il 4% circa fatto registrare dal personale della Pubblica Amministrazione). A fronte di una perdita dell'11,3% al Nord, se ne registra una del 18,3% al Sud e del 21,8% al Centro. A questo punto, sostiene il RAPPORTO RES, il NUMERO DI STUDENTI PER DOCENTE si è alterato: se nel Nord c'è un professore ogni 28,6 studenti, al Sud ce n'è uno ogni 32,4. Analoga forbice per gli amministrativi. Nel 2013 ogni docente al Nord poteva contare su 1,5 collaboratori, ma solo 1,1 al Centro e 1,05 al Sud. F: Pietro Greco, Scienza in rete 04.03.26. Rapporto RES.
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