Home 2026 1 giugno FINANZIAMENTI. RETRIBUZIONI DISALLINEAMENTO TRA SPESE RIGIDE E ENTRATE ORDINARIE NON PIENAMENTE INDICIZZATE AI COSTI EFFETTIVI
DISALLINEAMENTO TRA SPESE RIGIDE E ENTRATE ORDINARIE NON PIENAMENTE INDICIZZATE AI COSTI EFFETTIVI PDF Stampa E-mail

Molti atenei percepiscono l'aumento del FFO come insufficiente: gli incrementi stipendiali, soprattutto per personale docente e ricercatore, sono in larga misura automatici o para-automatici, mentre il finanziamento ordinario è esposto a decisioni annuali, criteri di riparto, quote premiali, vincoli di fabbisogno e capienza complessiva del bilancio pubblico. Il PROBLEMA NON È SOLTANTO "PIÙ SPESA" O "MENO FFO". È un disallineamento tra:

  • spese rigide, in primo luogo personale docente, ricercatore e tecnico-amministrativo;
  • entrate ordinarie non pienamente indicizzate ai costi effettivi;
  • risorse PNRR temporanee, spesso capaci di finanziare progetti, ma non sempre sostenibili a regime;
  • vincoli di finanza pubblica, che comprimono la capacità del sistema di assorbire shock inflattivi o rinnovi contrattuali;
  • eterogeneità territoriale e dimensionale, perché gli atenei con minore capacità di attrarre studenti, progetti competitivi, conto terzi e donazioni sono più esposti.

Ne deriva un rischio sistemico: gli atenei possono reagire riducendo turnover, corsi, servizi agli studenti, investimenti infrastrutturali e manutenzioni, con effetti negativi su qualità della didattica, ricerca e attrattività internazionale. In alcuni casi, il blocco o rallentamento del reclutamento può produrre un effetto paradossale: riduce il costo nel breve periodo, ma indebolisce la capacità futura dell'ateneo di attrarre risorse competitive. Nel medio periodo occorre evitare misure lineari e introdurre strumenti selettivi. F: https://www.filodiritto. com 08.05.26.