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IN OCCASIONE DEL CONFERIMENTO DI UNA LAUREA HONORIS CAUSA, MARIO DRAGHI A LEUVEN, IN BELGIO, PARLA DEI RISCHI FUTURI PER L’EUROPA |
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«L’Europa ha davanti a SÉ un futuro in cui rischia di diventare subordinata, divisa e deindustrializzata. Un’Europa incapace di difendere i propri interessi non potrà preservare a lungo i propri valori. Tra tutti coloro che oggi si trovano stretti tra Stati Uniti e Cina, solo gli europei hanno l’opzione di diventare una vera potenza. Dobbiamo decidere: restiamo semplicemente un grande mercato, soggetto alle priorità altrui? Oppure compiamo i passi necessari per diventare una potenza? L’Europa deve passare a essere una federazione. Dove l’UE si è federata - sul commercio, sulla concorrenza, sul mercato unico, sulla politica monetaria - siamo rispettati come potenza e negoziamo come un soggetto unico. Un’Europa unificata sul commercio ma frammentata sulla difesa vedrà il proprio potere commerciale sfruttato a scapito della propria dipendenza in materia di sicurezza, come sta accadendo ora. L’integrazione europea è costruita non sulla forza, ma sulla volontà comune; non sulla sottomissione, ma sul beneficio condiviso. È un’integrazione senza subordinazione, di gran lunga preferibile, ma anche molto più difficile. Ciò richiede un approccio diverso. L’ho definito federalismo pragmatico. Agendo insieme, riscopriremo qualcosa che da tempo era sopito: il nostro orgoglio, la nostra fiducia in noi stessi, la fiducia nel nostro futuro. Ed è su queste fondamenta che l’Europa sarà costruita». F: linkiesta 02.02.26.
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