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RICERCA. INTERNAZIONALIZZARLA E VALUTARLA EX POST PDF Stampa E-mail
"La formazione nei termini tradizionali, almeno nei settori di punta - ha detto il ministro Profumo - forse non è più sufficiente. Le nostre università dovranno essere capaci di collegarsi di più con le grandi università all'estero per consentire ai ragazzi di fare un percorso completo e di portarsi nel mondo del lavoro non solo il bagaglio delle competenze delle nostre università, ma con un bagaglio di relazioni e di competenze per accelerare l'internazionalizzazione delle nostre aziende. L'internazionalizzazione è un tema su cui dobbiamo puntare per lo sviluppo di un Paese che è un po' seduto". Per quanto riguarda il finanziamento della ricerca, Profumo ha detto: "Gli strumenti che abbiamo utilizzato finora in Italia per il finanziamento alla ricerca non ci hanno allenati abbastanza alla competizione vera. Le modalità con cui abbiamo valutato i nostri progetti non sono state probabilmente equivalenti a quelle degli altri Paesi: e quando poi ci troviamo a competere in Europa o sui grandi scenari mondiali ci troviamo in difficoltà. Non siamo così capaci di accettare le regole, non siamo capaci di lavorare insieme. Siamo bravissimi come singoli - ha concluso il Ministro - diventiamo molto più deboli quando i progetti sono complessi e hanno bisogno di competenze che vengano anche da altre realtà". E a chi gli chiedeva quale fosse quindi la ricetta, Profumo ha replicato: "Gli strumenti per il finanziamento della ricerca in Italia devono diventare analoghi a quelli della competizione europea: le stesse modalità di creazione dei partenariati, le stesse modalità di valutazione e selezione dei progetti, la stessa attenzione ai risultati. Noi abbiamo un sistema per cui le nostre valutazioni sono sempre ex ante, e poi nessuno di noi va mai a vedere i risultati”.
(Fonte: AGI 10-04-.2012)