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VALUTAZIONE. GEV E IF PDF Stampa E-mail
Bisognerebbe riflettere sul perché si è fatta strada l’idea di valutare la qualità degli articoli scientifici sulla base di una graduatoria delle riviste nelle quali sono pubblicati. Purtroppo è l’uso generalizzato, principalmente nelle discipline mediche, dello “Impact factor” che ha generato questa idea priva di senso. Si ritiene da parte di molti che nelle scienze cosiddette “dure” l’IF delle riviste dia luogo a una classifica utile per giudicare i lavori scientifici. In realtà come ampiamente dimostrato nel documento dell’International Mathematical Union (IMU) “Citation Statistics”, l’IF delle riviste (che è il valor medio di una distribuzione in cui media mediana e moda assumono valori molto distanti tra loro) non può essere usato nemmeno per valutare comparativamente il numero delle citazioni che gli articoli ricevono nei due anni successivi alla pubblicazione. Tra tutti gli indici bibliometrici, l’IF è certamente il più fasullo anche se il più popolare. Ma purtroppo la sua popolarità ha generato la falsa esigenza di trovare un qualche metodo di classificare le riviste “per le discipline nelle quali non è disponibile l’IF”. L’ANVUR non è la sola a essere caduta in questa trappola. Persino l’IMU ha tentato di definire una classifica delle riviste di matematica. Ci vorranno anni, forse decenni, per superare il miraggio dell’IF. Per ora possiamo solo sperare che alla fine prevalga nei diversi GEV, e nelle commissioni per le abilitazioni, il buon senso e specialmente il coraggio di esprimere anche valutazioni in contrasto con le graduatorie delle riviste stilate dagli stessi GEV.
(Fonte: A. Figà Talamanca, roars 10-04-2012)