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VQR 2004-2010. RACCOMANDAZIONI E PROPOSTE DEL CUN PDF Stampa E-mail

Il Consiglio Universitario Nazionale attribuisce al processo di valutazione VQR 2004-2010 un valore strategico per il sistema universitario italiano, e giudica quindi importante che l’esito di tale processo risulti pienamente soddisfacente, in particolare sotto il profilo della futura fruibilità dei risultati. A tal fine il Consiglio ritiene opportuno avanzare le seguenti raccomandazioni e proposte:
1) è indispensabile una piena e completa chiarezza e una condivisione ex ante dei criteri (indicatori, pesi, basi di dati, rating delle riviste) e delle regole di valutazione (bibliometria, peer review) adottati in generale e dai singoli GEV;.
2) sarebbe importante che vi fosse sostanziale omogeneità di giudizio all’interno di ciascun Macrosettore, ma anche adeguata differenziazione dei criteri per Macrosettori diversi, anche all’interno della stessa Area;
3) occorrerà creare le condizioni per una chiara comparabilità tra le Aree senza apriorismi valutativi ed evitando giudizi assoluti, che non sono confrontabili, né in formulazione numerica, né quando espressi in forma verbale, e adottando criteri statistici (percentili), ove possibile tarati su valori medi internazionali;
4) si suggerisce con forza l’opportunità di esprimere le valutazioni in forma di rating piuttosto che di ranking, per tener conto in modo appropriato delle differenze strutturali e dimensionali e della diversa finalità degli enti presi in esame;
5) sarà indispensabile, per un giudizio adeguato sull’effettiva qualità scientifica delle strutture e per poter meglio indirizzare le future scelte gestionali degli Atenei, rendere disponibile, oltre la valutazione complessiva già prevista, anche una valutazione avulsa dalle penalizzazioni dovute alla presenza di soggetti inattivi;
6) deve essere in ogni sede e con forza ribadito che gli esiti della VQR non possono in alcun modo influire sulle valutazioni individuali dei soggetti attivi partecipanti, a causa delle ovvie e radicali differenze dovute al processo di selezione e valutazione dei prodotti;
7) si dovrà in  ogni caso fare un uso dei risultati che tenga conto dell’assetto generale del sistema, evitando di creare distorsioni nell’impianto organizzativo e culturale degli Atenei, dei Macrosettori e dei settori, tenendo conto anche degli effetti di lungo periodo dell’attuale valutazione.
(Fonte: CUN 18-04-2012)