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UNA RETE DI TALENTI ITALIANI NEL MONDO PER LA CRESCITA DELL’ITALIA PDF Stampa E-mail
Se l'obiettivo è continuare a farli lavorare anche per il Paese dove sono nati e hanno studiato, basta usare bene internet. Con questa speranza il ministro Giulio Terzi ha presentato un progetto (vedi nota precedente) che, se funzionerà, potrebbe rivelarsi rivoluzionario: una piattaforma web per consentire ai talenti di restare in rete e collaborare alla crescita economica dell'Italia. «La conoscenza che gli scienziati italiani producono lontano da qui può avere lo stesso apporto vitale che ebbero le rimesse degli emigranti del secolo scorso», sostiene Terzi. Lo strumento per questo atteso nuovo miracolo italiano si chiama crowdsourcing: il termine, coniato nel 2006 dal magazine americano Wired, identifica la collaborazione di moltissime persone attraverso la rete per compiere un determinato lavoro. Non è un settore marginale: secondo le ultime stime vale quasi 400 milioni di dollari, cresce del 100 per cento ogni anno e coinvolge oltre sei milioni di lavoratori in tutto il mondo. In particolare Amazon ha costruito un piccolo impero su questo terreno. Ed è particolarmente significativo che, per realizzare un progetto così fortemente simbolico, il ministro si sia rivolto a un cervello italiano, Gioacchino La Vecchia, che da qualche anno ha messo le tende nella Silicon Valley. Come funziona? «In pratica mettiamo assieme persone, migliaia di persone, per fare delle cose», spiega La Vecchia semplificando parecchio. Perché, con il crowdsourcing le grandi aziende nel mondo gestiscono il servizio clienti, il marketing e anche la vendita di beni e servizi. Anche il governo di Barack Obama lo usa, e parecchio, soprattutto per creare reti di imprenditori. Ma mai nessuno finora aveva pensato di ricorrervi per non perdere il valore dei talenti in giro per il mondo. Il perno del progetto saranno i ventidue addetti scientifici in servizio presso le ambasciate e i consolati: finora veicolavano al mondo scientifico italiano le informazioni raccolte all'estero attraverso la rete del RISet: ora quelle informazioni saranno estese al network Extender che riunisce le imprese interessate ad opportunità di business all'estero. Sarà un'unica, grande, rete al lavoro per l'Italia.
(Fonte: R. Luna, La Repubblica 17-04-2012)